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Telefonia fissa e mobile: gli indennizzi possibili 

Sono previsti molti indennizzi per i disservizi telefonici: vediamo quali sono.

Nel mondo attuale hanno grande diffusione i servizi telefonici; tuttavia, sono quotidiani anche i difetti di funzionamento di questi prodotti e gli inadempimenti degli operatori che li forniscono. Per questo l’Autorità di garanzia delle comunicazioni ha adottato un regolamento che stabilisce una serie di indennizzi dovuti agli utenti per quei casi in cui le compagnie telefoniche non adempiano ai loro obblighi [1]. Vediamo in sintesi quali sono i diritti previsti per i consumatori dei prodotti telefonici.

Ritardata attivazione del servizio

Può innanzitutto accadere che la compagnia telefonica ritardi l’attivazione del servizio richiesto, non rispettando la clausola del contratto stipulato con l’utente che la obbliga a mettere in funzione il servizio entro una certa data, o comunque non rispettando le informazioni fornite al cliente circa i tempi dell’intervento di attivazione: in questi casi la compagnia è tenuta a pagare all’utente la somma di € 7,50 per ogni giorno di ritardo. Lo stesso indennizzo deve essere pagato quando la compagnia ha fatto riferimento, per giustificare il suo ritardo, ad impedimenti tecnici od amministrativi in realtà non esistenti.

Illegittima sospensione o disattivazione del servizio

Accade anche che la società fornitrice del servizio telefonico lo sospenda o lo disattivi senza un giustificato motivo, oppure senza inviare un preavviso che informi il cliente della intenzione di procedere alla sospensione od alla disattivazione: in questi casi, la compagnia telefonica dovrà pagare all’utente la somma di € 7,50 per ogni giorno di sospensione o disattivazione.

Malfunzionamento del servizio

Può succedere che la fornitura del servizio telefonico sia totalmente interrotta per motivi tecnici che dipendono dalla compagnia: in questo caso occorrerà pagare all’utente la somma di € 5,00 per ogni giorno di mancato funzionamento; se, invece, il malfunzionamento rende solo parzialmente interrotto il servizio, allora la cifra da corrispondere al cliente sarà pari ad € 2,50. Quando il malfunzionamento del servizio dipende dal ritardo della compagnia telefonica nel riparare il guasto, questi indennizzi sono dovuti per tutto il periodo che intercorre fra la proposizione del reclamo ed il ripristino del servizio.

Omessa o ritardata portabilità del numero

Spesso, poi, gli operatori telefonici ritardano la portabilità del numero, ovvero il trasferimento del numero dell’utenza nella rete di un operatore diverso da quello originario. I termini per la portabilità sono molto ristretti, in quanto il citato trasferimento deve avvenire entro un giorno lavorativo [2]. In caso di mancato rispetto di questi termini, la compagnia telefonica è tenuta a pagare la somma di € 5,00 per ogni giorno di ritardo per le utenze fisse, e di € 2,50 per le utenze mobili.

Attivazione di servizi non richiesti

È frequente, poi, il caso in cui gli operatori di telefonia attivino servizi, profili od offerte mai richiesti dall’utente. In questo caso è innanzitutto previsto il diritto del cliente di ottenere la restituzione dei prezzi applicati per la fornitura di prodotti mai domandati; dopodiché, è stabilito che la compagnia deve versare ai clienti la somma di € 5,00 per ogni giorno in cui è rimasto attivo il prodotto che non si è mai richiesto.

Perdita del numero

Quando il cliente perde la possibilità di usare il proprio numero di telefono per colpa della compagnia telefonica, ha diritto a percepire la somma di € 100,00 per ogni anno di utilizzo del numero: il limite massimo del risarcimento, per questi casi, è pari ad € 1000,00.

Mancata o errata indicazione nell’elenco del telefono

Quando i dati del cliente non vengono indicati nell’elenco del telefono, oppure vengono indicati in modo scorretto, è previsto il diritto di percepire la somma di € 200,00 per ogni anno di disservizio.

Omessa o ritardata risposta ai reclami

Quando l’utente propone un reclamo per un disservizio, la compagnia telefonica ha l’obbligo di rispondere. La risposta deve pervenire entro quarantacinque giorni dall’inoltro del reclamo, o nel termine più breve che risulti previsto nelle Carte dei servizi di cui ogni singola compagnia si deve dotare. Trascorsi invano gli indicati termini, la compagnia è tenuta a corrispondere al cliente l’indennizzo di mancata o ritardata risposta al reclamo, che è pari ad € 1,00 al giorno fino ad un massimo di € 300,00.

Regole specifiche per le utenze business

Tutte le disposizioni che abbiamo esposto valgono per le utenze private non commerciali. Per le utenze di tipo business, ovvero connesse agli affari imprenditoriali dell’utente, gli indennizzi previsti per ritardata attivazione dei servizi, per sospensione o disattivazione ingiustificata, per malfunzionamento totale o parziale e per omessa o ritardata portabilità sono raddoppiati; gli indennizzi previsti per omessa od errata indicazione nell’elenco telefonico e per omessa o ritardata risposta al reclamo sono invece quadruplicati.